Il Mastino vince nella città di Cangrande. Nella tappa di oggi, 198 Km di piano con traguardo posto nel centro di Verona, piazza finalmente l’acuto Giacomo Nizzolo, il “mastino brianzolo” come viene chiamato dai suoi tifosi.

Il forte velocista del Team Qhubeka-Assos spezza oggi, nella frazione dedicata a Dante Alighieri, la sua personale maledizione. Perchè Nizzolo, che corre con le maglie di campione italiano e d’Europa, prima di Verona era riuscito a salire sul podio di tappa ben 16 volte (11 volte secondo e 5 volte terzo) ma non aveva mai tagliato la linea del traguardo per primo!
La corsa si è svolta come da pronostico: poco dopo la partenza da Ravenna il gruppo lascia andare in avanscoperta un terzetto composto da Pellaud, Rivi e Marengo e li tiene sotto controllo fino a pochi chilometri dall’arrivo, quando vengono ripresi e si inizia a fare sul serio. Lotta fra “treni” quindi, per portare davanti i velocisti, con la Ineos a protezione del proprio capitano, la maglia rosa Egan Bernal. Sul rettilineo di corso Porta Nuova però c’è il colpo di scena: Edoardo Affini della Jumbo Visma – non un velocista – per un attimo fa il vuoto e vede il traguardo. Il “Mastino” piazza però una fenomenale rimonta e vince esultando davanti allo stesso Affini e all’onnipresente Sagan. Mai in partita il beniamino di casa Elia Viviani, che però puo’ consolarsi con la scelta del Coni di eleggerlo a portabandiera dell’Italia alle prossime Olimpiadi. Bernal ha vissuto oggi una giornata di relativo riposo, conservando le forze per l’infernale ascesa dello Zoncolan in arrivo domani, dove probabilmente si decide una grossa fetta di Giro d’Italia 2021.
Fabrizio Sambugar
Foto: Riccardo Brunetto