Edoardo Facchetti, attuale presidente della Federazione Italiana Palla Tamburello, ha replicato oggi alle dichiarazioni rilasciate a SportdiPiù magazine nella giornata di ieri da Damiano Tommasi in merito alla sua rinuncia alla candidatura alla nuova presidenza FIPT.

“Ci tengo a chiarire il mio punto di vista” – ci spiega Facchetti – “in merito a quanto letto e sentito negli ultimi giorni sulla vicenda della rinuncia alla candidatura di Damiano Tommasi. Credo sia doveroso. Parto dall’inizio. Innanzitutto sono stati due momenti ben distinti durante i quali io e Damiano ci siamo confrontati. Il primo, a settembre, quando venni a sapere del suo interesse ad entrare attivamente in Federazione: gli proposi la carica di Vicepresidente operativo, con un ruolo operativo per quanto riguarda la promozione e la diffusione. Lui si prese del tempo per pensarci e quando ci siamo risentimmo, una decina di giorni dopo, mi comunicò che si voleva candidare alla presidenza. A quel punto mi presi anch’io un periodo per riflettere e per confrontarmi con il mio gruppo di lavoro. Contattai anche le società e, visto che un buon numero condivideva il mio programma, quando incontrai nuovamente Damiano, a novembre, gli dissi che avremmo dovuto correre singolarmente per la presidenza. A questo punto lui è chiamato fuori”.

“Il presidente” – prosegue Facchetti – “deve essere eletto in base alle preferenze a non per acclamazione. Mi spiace non ci possa essere confronto perché dal mio punto di vista sarebbe stato molto stimolante, un momento di ulteriore crescita considerando anche il grande spessore dell’antagonista. Damiano ha detto che non si candiderà perché non vuole dividere; a mio avviso, se non si voleva creare una spaccatura all’interno della Federazione, si doveva dare la possibilità alle società di scegliere il nuovo presidente tra due o più candidati. Ciò non avverrà e questo, ripeto, mi dispiace molto”.

“Ci tengo inoltre a chiarire” – prosegue l’attuale numero uno della FIPT – “che io non ho detto ‘no’ alla presidenza di Tommasi per orgoglio o per mantenere la carica; quando ho constatato che avevo ancora consenso e appoggio da una buon numero di società ho ritenuto corretto non rinunciare alla mi candidatura”.

Conclude Facchetti: “Se escludo per il futuro un possibile coinvolgimento di Tommasi nella Federazione? Assolutamente no. Sarei un folle a non considerare una persona e un dirigente della sua esperienza. Le porte della FIPT per lui sono, e saranno, sempre aperte”.

Alberto Cristani