Marco Bonacci vestirà la maglia numero dieci degli Agsm Mastini Verona. Il meranese, classe 1989, è pronto finalmente ad entrare nel roster gialloblu, per mettere a disposizione dei cagnacci scaligeri tutta la sua esperienza e la sua leadership. Giocatore di altissimo livello nel panorama del football americano “made in Italy”, Marco Bonacci, atleta di un metro e novanta centimetri per cento chilogrammi di peso, ha giocato gran parte della sua carriera nei Giants Bolzano con l’esperienza in terra finlandese ad elevarlo tra i migliori prospetti europei nel ruolo di wide receiver. Un giocatore a tutto tondo, multipurpose se vogliamo usare un termine tecnico, in grado di fare la differenza. Lo confermano infatti le parole di coach Bernardi che abbiamo sentito poco dopo l’ufficializzazione del nuovo arrivo. – Sono e siamo davvero contenti del suo arrivo a Verona. Marco darà al nostro gioco aereo uno spessore notevole. La sua esperienza, che lo ha portato a giocare in molti ruoli ad alto livello, – conclude coach Bernardi – ci permetterà di ampliare tutte le varianti del nostro attacco, ma anche di difesa e special teams”.

Abbiamo scambiato quattro chiacchere con Marco per conoscere la sua storia, il passato e il futuro nel mondo del football americano ora, per lui, con la “scala” sul casco.

Marco, da quanti anni giochi a football americano?
Ho iniziato a giocare nel 2005 con i Wolfz Merano, la squadra più vicina a dove abito. Dopo tre stagioni mi sono avvicinato ai Giants Bolzano, prima nel settore giovanile, poi nel farm team dei Giganti prima di passare al senior team nella massima serie dove ho giocato sino alla scorsa stagione. È poi arrivata l’esperienza in Finlandia a Seinäjoki con i Crocodiles. Uno scout finlandese mi ha voluto a tutti i costi per la seconda parte della stagione del loro massimo campionato. Un livello molto alto, competitivo, con giocatori davvero forti atleticamente e fisicamente.

Ti conoscono tutti come wide receiver ma sappiamo che sono molti i ruoli che puoi ricoprire o che hai ricoperto nella tua carriera
Diciamo che ho iniziato la carriera come quarterback e free safety a Merano. Con loro ho vinto il titolo della Winter League proprio contro i Redskins, che incontrerò nuovamente nella ormai prossima stagione. Ho mantenuto questi ruoli anche a Bolzano sia nell’under 19 che nel campionato italiano Arena League. Nel senior team sono stato schierato come ricevitore perchè avevano visto in me delle caratteristiche importanti, legate forse ad una buona capacità di lettura del campo. In questi anni ho giocato anche tight end, punter, long snapper. Mi piace definirmi un “jolly”.

In questi quindici anni di carriera la parola “Finale” ha fatto spesso parte delle tue stagioni sportive?
Una bella collezione davvero, non sempre sorridenti, ma di finali ne ho giocate davvero tante. Il sorriso è chiaramente sul Superbowl vinto nel 2009. In campo con me in quella meravigliosa stagione per i Giants molti ragazzi che trovo proprio qui a Verona, sia tra i giocatori che tra il coaching staff. Un bel ricordo anche la vittoria del Silverbowl con i Giganti nel 2008. Peccato per la finale di coppa europa dello scorso anno. Un brutto ricordo.

Il tuo numero 10, ti accompagnerà anche a Verona. C’è una storia dietro alla scelta di questo numero?
Diciamo che di numeri ne ho cambiati tanti. Il dieci era partito come decima stagione a Bolzano. Quest’anno lo voglio tenere per dargli un altro significato. Dieci vuol far capire che non si è soli quando si gioca. Ci sono altri dieci compagni insieme a te. Senza di loro non puoi andare avanti, non puoi portare la palla avanti senza che gli altri dieci combattano insieme a te. La fratellanza è fondamentale nello spirito di squadra.

Arrivi a Verona con una grande esperienza, costruita in Prima Divisione sul campo con i Giants Bolzano.
Come ti vedi nel prossimo campionato, sicuramente senza americani, ma sempre più competitivo anno dopo anno?
Negli ultimi anni il livello della Seconda Divisione è aumentato davvero tanto. Per me sarà un’esperienza nuova, avendo sempre giocato in Prima Divisione. Metterò a disposizione dei miei compagni tutto quello che ho imparato sinora, per applicarlo sul campo e vincere insieme. Ci sarà da divertirsi.

Hai sempre dimostrato grande leadership in campo. Sei un giocatore che ama caricarsi la squadra sulle spalle, sicuramente doti che arrivano dalla tua esperienza e dalla voglia di vincere che fa parte del tuo DNA.
Sono sempre stato un giocatore che non ha mai mollato in campo, indipendentemente dallo sport che ho praticato, indipendentemente dagli acciacchi che possono capitare in ogni sport. Amo caricare le persone che giocano al mio fianco.

Hai già avuto modo di conoscere i tuoi nuovi compagni di squadra, la realtà dei cagnacci gialloblù, fatta di passione per questo sport, la stessa che hai tu. Raccontaci le tue prime sensazioni.
Mi sono trovato subito bene. Ottimi allenamenti, belle persone, non solo sul campo, ma anche al di fuori. Mi sono divertito, mi è tornata la passione che se ne era forse andata negli ultimi anni. La realtà dei Mastini mi piace anche per l’organizzazione, per il coaching staff. Mi sono trovato bene e mi troverò bene anche in futuro. A Verona trovo poi degli amici. Con Michele e Simone De Martin ci si conosce da tempo, dalle prime sfide vissute sul campo, mi hanno visto crescere, e sempre seguito. Trovo poi tutti i ragazzi di Bolzano, nel coaching staff ma anche con casco e paraspalle al mio fianco, in campo. E poi mio fratello Attila, il primo dei Bonacci ad arrivare a Verona. Lui il primo a parlarmi bene di questa squadra. Devo tanto anche a lui per il mio arrivo a Verona.