SportdiPiù magazine ha iniziato, dallo scorso novembre, una nuova la collaborazione con YouSport, network di professionisti veneti – tra cui gli avvocati Marco Lo Scalzo, Paolo Romor e Paolo Emilio Rossi – che si interessa anche di diritto sportivo. Alle competenze degli avvocati si aggiunge di volta in volta, a seconda delle necessità, la professionalità dello psicologo dello sport, del preparatore atletico e del nutrizionista: in tal modo il gruppo riesce a supportare gli atleti fin da giovani e a collaborare con le società sportive.

Come è iniziata questa collaborazione tra figure professionali così diverse tra loro?
“La squadra“ – racconta l’Avv. Paolo Emilio Rossi – “all’inizio era formata solo da avvocati, da sempre appassionati di calcio: tra questi, qualcuno si è dedicato all’assistenza di società di calcio sia dilettantistiche che professionistiche, qualcun altro si è interessato all’attività di procuratore, individuando alcuni calciatori a cui è stata fornita assistenza al momento del loro trasferimento da una squadra a un’altra. Nel tempo abbiamo pensato che allargare il gruppo ad altre figure professionali potesse consentirci di fornire un servizio ancora più completo. Siamo convinti, ad esempio, che un giovane calciatore necessiti di essere seguito sotto vari profili e, che per completare la sua crescita, possa, a seconda dei casi, essere utile il supporto di professionisti specializzati nella cura del corpo e della mente. Alla domanda se siamo sia avvocati che procuratori sportivi possiamo rispondiamo sì. Anche se sarebbe meglio dire che in quanto avvocati abbiamo la competenza, per legge, di svolgere anche l’attività di procuratore sportivo”.

Ci potete spiegare meglio questo passaggio?
La legge n. 205 del 2017” – spiega l’Avv. Marco Lo Scalzo – “ha reintrodotto, per chi voglia svolgere l’attività di procuratore sportivo, l’obbligo del superamento di una prova di idoneità e della successiva iscrizione al relativo registro, facendo però salve “le competenze professionali attribuite per legge”, tra cui rientrano quelle dell’avvocato. Quest’ultimo quindi risulta abilitato a svolgere l’attività di procuratore senza necessità di iscriversi al relativo registro e senza bisogno di superare l’esame di abilitazione. In buona sostanza, la legge riconosce agli avvocati le competenze professionali maturate con il loro percorso di studi e il superamento dell’esame di avvocato. Oggi, anche il nuovo “Regolamento Agenti Sportivi FIGC” pubblicato nell’aprile 2019, ha confermato questa impostazione, prevedendo espressamente che i calciatori o i club possano avvalersi di un avvocato”.

Ci sono altre differenze tra le due figure?
Innanzitutto” – sottolinea l’Avv. Paolo Romor – “dal punto di vita del compenso, che per l’avvocato, non può essere quantificato in percentuale sul valore dell’ingaggio; un tipo di accordo che invece è consentito al procuratore sportivo. Altra differenza riguarda la durata del rapporto con il proprio assistito: in questo caso la normativa è più rigida nei confronti del procuratore, il quale può sottoscrivere un contratto della durata massima di due anni, mentre per l’avvocato non è previsto alcun limite. Infine, l’avvocato non può agire in ‘conflitto di interessi’, non può cioè ricevere contemporaneamente un incarico dal calciatore e dalle squadre coinvolte nel suo trasferimento, mentre il procuratore può assistere, nell’ambito della medesima operazione, entrambe le parti.

L’argomento è molto interessante; di cosa ci parlerete quindi nel prossimo numero di SportdiPiù magazine, il primo del 2020?
Per essere precisi gli argomenti sono tanti e tutti molto interessanti. Possiamo anticipare che inizieremo il nuovo anno trattando le novità sul premio di preparazione.