Il dott. Michele Dal Bo, psicologo scolastico e psicoterapeuta ci accompagna nella storia della comunicazione e della ricerca delle informazioni, per ricavarne qualche buon consiglio per gestire, al meglio, il rapporto molto spesso ‘complicato’ tra bambini e il mondo online.


La ricerca della conoscenza è passata dalla trasmissione orale alla scrittura. Oggi, sembra essere fruibile solo attraverso Google.
Secondo l’antropologo e filosofo statunitense W. J. Ong, la cultura orale ha caratteristiche ben definite e le elenca in 8 punti. Troverete la definizione e poi un collegamento immediato alla situazione di oggi, per far risaltare le differenze:

  1. L’orecchio è il senso più importante. Oggi, è la vista soprattutto.
  2. La comunicazione orale privilegia la paratassi. La cultura di internet predilige le abbreviazioni e il senso logico ridotto.
  3. La comunicazione orale ama la ridondanza. Oggi, sono impressi e la ridondanza è più un’eccessiva consegna di stimoli.
  4. Lo stile orale predilige il tono agonistico. Le conoscenze erano molto pratiche, il fulcro era l’esperienza. Oggi, lo stile è cumulativo e spesso anche fasullo (pensate alle fake news).
  5. La cultura orale è conservatrice e tradizionale. Oggi, la cultura è spesso in crisi, orientata alla ricerca di strappi e di antitesi continue (esempio, gli haters).
  6. La cultura orale è enfatica e partecipativa. L’uomo cresciuto in una cultura orale è più impulsivo, rispetto a un suo simile abituato alla lettura e al ragionamento prodotto dalla conoscenza scritta.
  7. La cultura orale è una cultura omeostatica. Le informazioni devono essere scremate, per arrivare all’essenza pratica. Oggi le informazioni sono confuse e critiche.
  8. L’uomo dell’oralità pensa in modo situazionale più che in modo astratto e analitico. L’astratto ha portato al virtuale, ovvero alla costruzione simulata della realtà.

La tradizione orale ha caratteristiche quasi in antitesi con il pensiero digitale. Nella comunicazione tra genitori e figli, questo crea spesso delle discrepanze comunicative. Si diffonde la percezione di non essere ascoltati e capiti.
La ricerca di qualsiasi informazione scolastica su internet offre tutto a portata di mano. La conoscenza è passata dalla costruzione dei significati alla riduzione delle informazioni. Oggi, la comunicazione digitale va dal grande al piccolo, mentre quella orale andava dal piccolo al grande.

Che cosa manca nella comunicazione digitale?
Manca la comunicazione non verbale, che ha in sé stessa la capacità di dare un feedback immediato tra i due interlocutori. Ecco perché non si trovano più le misure di una buona comunicazione tra genitori e figli. Manca il passaggio della condivisione reale e fisica.

Alcuni consigli per i genitori.

  • Trovate il tempo per stare con i vostri figli mentre studiano. Fategli conoscere la cultura della condivisione orale. Parlate e leggete con loro. Osservate come ricercano le informazioni, senza giudicare, ma con un ascolto attivo e interessato.
  • Insegnate la criticità delle informazioni ai vostri figli. Aiutateli a discernere la notizia vera da quella falsa, e imparate da loro a essere più smart e tecnologici. Creerete un substrato comunicativo comune.
  • Insegnate ai vostri figli un metodo di studio e di ricerca che abbia come presupposti la condivisione. Quando potete, portateli fuori a studiare e fategli alzare la testa verso le cose reali. Insegnate la storia della vostra citta andandoci fisicamente. Impareranno che il viaggio è molto importante per accrescere le conoscenze.