Il Carnevale Veronese (il nome originale è Bacanal del Gnoco) è uno dei più antichi non solo dell’intera Penisola, ma anche di tutta Europa. Sulle sue origini ci sono varie ipotesi e teorie, ma la più nota è quella risalente al XVI secolo, per essere precisi al 1531. Proprio in quell’anno, in seguito a una grave carestia che colpì la città, il prezzo della farina crebbe in maniera notevole; il cambio di prezzo fu così grande che i panettieri cominciarono a rifiutarsi di produrre il pane, un bene diventato troppo caro. Quello fu un duro colpo per il popolo che già viveva in condizioni di povertà e rischiava quindi di morire di fame. Di conseguenza, non mancarono rivolte ed episodi di violenza, specialmente nel quartiere di San Zeno, il più povero di Verona a quell’epoca.
Per risolvere queste tensioni venne istituito un comitato cittadino composto da personaggi nobili e facoltosi, tra cui anche un certo Tomaso da Vico, che ordinò la distribuzione di pane, burro, farina, formaggio e vino ai meno abbienti. Vennero poi preparati degli gnocchi, alimento sostanzioso e di facile preparazione composto da farina e acqua, serviti proprio sulla pietra collocata davanti alla Basilica di San Zeno.
Per evitare poi che il triste episodio si ripetesse, Da Vico espresse sul proprio testamento il desiderio di far distribuire tali beni ogni anno durante l’ultimo venerdì prima della Quaresima. La sua richiesta venne rispettata e si trasformo in una solenne tradizione: anno dopo anno i cittadini si riunirono in piazza nella giornata prefissata per cucinare e mangiare insieme gli gnocchi.

Fu così che nacque il “Venardi gnocolar” e la celebre figura del Papà del Gnoco, la maschera rappresentativa del Carnevale veronese: un uomo piuttosto anziano e rubicondo, con una folta barba bianca di lana di bufala e un cappello adornato da perline, pizzi e orlo dorato. Indossa calzature bianche di pelle e un vestito color rosso e avorio, con un panciotto dai bottoni dorati e, sulla schiena, un’imbottitura a forma di gnocco che esce dal mantello rosso. Ma il tocco più caratteristico è dato dallo scettro a forma di forchetta, simbolo della distribuzione degli gnocchi voluta da Tommaso Da Vico.

Francesco Gambale Papà del Gnoco 2019

L’elezione del Papà del Gnoco dello 2019 è stata vinta da Francesco “Franz” Gambale, cineoperatore di 48 anni, sportivo e tifosissimo dell’Hellas Verona, proveniente, come lui stesso ama sottolineare, dal Villaggio dall’Oca Bianca. Un veronese DOC, che ama la “veronesità”, le tradizioni e le attività della sua città, prima fra tutti il Carnevale.

“Mi sono innamorato del Carnevale” – racconta Gambale – “una mattina come tante altre, mentre stavo per andare a messa. Il destino ha voluto che quello fosse proprio il giorno dell’elezione del Papà del Gnoco. Incontro alcuni amici che mi coinvolgono per partecipare alla votazione e io, dopo un po’ di titubanza accetto. Sono rimasto così impressionato dalla quantità di gente presente, dallo spirito di festa , dalla partecipazione della città che quello della votazione, per me, è diventato il giorno più belli dopo la sfilata dei carri. In più ho avuto modo di approfondire la conoscenza del personaggio del Papà del Gnoco, un personaggio che ha dato il suo aiuto a chi ne aveva bisogno”.

Gambale ha quindi scelto di candidarsi a questo ruolo per dare una mano alla sua comunità, portando avanti una tradizione storica e ben radicata sul territorio veronese, ma anche fuori.

“É un ruolo impegnativo” – ammette – “ma molto gratificante. Ci sono tante cose da seguire, ma non sono da solo, attorno al Papà del Gnoco c’è una vera e propria comunità che collabora e lavora insieme. Per noi è importante portare il Carnevale Veronese anche fuori dai confini della città, per questo siamo stati anche a Venezia, alla 76esima edizione della Mostra internazionale del cinema, dove sono arrivato in groppa al musso, tra la meraviglia e lo stupore di tutti  presenti”.
Il Papà del Gnoco e la sua corte sono stati ospiti nello spazio dedicato alle Regione Veneto, in cui è stato presentato il docu-film This is Veneto, un cortometraggio sulle tradizioni enogastonomiche del Veneto, tra cui proprio gli gnocchi.
Franz ha presenziato inoltre a molti eventi sportivi perchè “lo sport è una delle mie più grandi passioni e l’Hellas Verona la mia squadra del cuore. Papà del Gnoco ad eventi ludico-sportivi ha riscosso tantissimo successo, a conferma che questa antichissima maschera è molto amata, un simbolo della veronesità che va celebrata in ogni occasione!”

Ora, si avvicina un nuovo Carnevale e una nuova elezione. Francesco Gambale si prepara a cedere il suo scettro a un nuovo Papà del Gnoco, che verrà scelto tra ben cinque candidati.

“Sulla mia pagina Facebook avevo avviato un sondaggio, chiedendo se ricandidarmi o meno: la maggior parte degli utenti ha risposto sì. Ci stavo seriamente pensando, ma il giorno della presentazione della domanda per la candidatura ho visto che c’erano in lizza cinque persone nuove, giovani, che potrebbero dare una mano al Carnevale, così, mi sono fatto da parte. Conosco bene uno di loro, vive a San Zeno e sente il Carnevale con tutto l’amore e la passione trasmessi dal padre, per questo penso possa fare del bene”.

Votazioni a parte, per Gambale il Carnevale resta sempre una grande festa, dove oltre al divertimento c’è anche molto altro: “Molte persone arrivano dall’estero per vedere il Carnevale Veronese, è una bella tradizione che cresce ogni anno. Ma non è solo goliardia: il Papà del Gnoco  e il suo team vanno a fare visita a bambini, anziani, disabili, per donare speranza e un sorriso.

É un momento di solidarietà importante, per non dimenticare che bisogna sempre tendere la propria mano a chi ne ha davvero bisogno. Proprio come ricorda la storia del Papà del Gnoco!”.

I nuovi candidati e le nuove elezioni
Come annunciato dal comitato del Bacanal del Gnoco, l’elezione del 2020, per la precisione la 490esima, si terrà domenica 26 gennaio a San Zeno.
I cinque candidati sono: Orazio Andreetti, Adamo Bressan, Michele Pimazzoni, Andrea Sesta e Damiano Zamperini.

Paola Gilberti