Oggi pomeriggio, presso la sede dell’Hellas Verona in Via Francia, si è tenuta la presentazione del nuovo allenatore della prima squadra gialloblù: Ivan Juric. Ad aprire la conferenza stampa è stato il DS della società Tony D’Amico che, dopo un breve discorso sulla promozione in Serie A, aggiunge: “Sicuramente più avanti faremo un attimo il punto della situazione. Siamo all’inizio del mercato e stiamo cercando di prepararci e lavorare per cercare di dare al mister delle sostituzioni per la fase del ritiro che inizierà il 10 luglio. Faremo di tutto per accontentare il mister”.


A seguire viene lasciata la parola al nuovo tecnico del Verona che ha risposto alle tante domande dei giornalisti presenti in sala. Questi sono i principali argomenti trattati durante la conferenza.

– VERONA 
“È stato sempre un piacere giocare qua. Anche andando a vedere le partite c’è sempre stato un grande ambiente, togliendo l’anno scorso che mi sembrava un’ambiente che non riconoscevo quando andavo a vedere la squadra. Solo alla fine della stagione c’era quella carica giusta e si è visto anche nella squadra che si è espressa molto meglio rispetto a prima, ma proprio perché c’era un ambiente positivo”.
“Ci siamo messi d’accordo praticamente subito, abbiamo cominciato a parlare sia di opzione Serie B sia di opzione Serie A quando è stato esonerato Fabio (Grosso, ndr), da quel momento nella mia testa c’era solo il Verona e ho dato la mia disponibilità sia in A sia in B. Poi è andata bene”.
“Sono molto contento di aver scelto Verona. C’era anche un’altra opzione, però Verona e la piazza sono particolari rispetto ad altre, e ci sono tante motivazioni”.

– MODULO 
“Vorrei partire con la difesa a 3, poi ci sarà qualche partita da giocare a 4. Per l’attacco dipende dai giocatori che avrò: se avrò due punte forti può essere che gioco con 2 attaccanti, altrimenti cercherò magari due esterni e una punta centrale o un trequartista. Però è da dietro che mi piace aprirmi e giocare a 3”.
“L’idea del calcio parte dal Gasp e dipende molto dai giocatori. Devi avere i giocatori giusti, altrimenti ti devi adattare e trovare un po’ di compromessi. Comunque l’idea è quella di essere molto propositivi e recuperare palla il prima possibile”.

– MERCATO 
“Noi le caratteristiche che vogliamo prendere le sappiamo. Dobbiamo aspettare e vedere tante cose, però penso che le idee chiare le abbiamo. Sappiamo quello che ci serve”.
“Decidono molto di più le società e i direttori sportivi: noi allenatori possiamo parlare, ma poi sono loro a decidere”.
“Siamo molto concentrati sui difensori perché ci mancano proprio numericamente per poter cominciare a lavorare bene in ritiro”.

– GIOCATORI IN ROSA 
“Bessa è uno dei pochi giocatori in rosa che ha dimostrato che può giocare in A. E’ forse l’unico insieme a Pazzini. Io vorrei rimanesse perchè ci può dare una grossa mano, poi è normale che se la società riceve un’offerta e pensa sia giusto venderlo lo faccia. Dopo penseremo a come sostituirlo. Daniel comunque ha dimostrato che può giocare in Serie A e di essere molto maturato, oltre ad essere un giocatore completo”.
“Rrahmani è stato scelto da Tony. Il giocatore è giovane e di carattere, che può ricoprire tre ruoli sicuramente. Arriva in un campionato più difficile, però ce la può fare e può crescere anche tanto”.
“Pazzini verrà valutato negli allenamenti insieme a Di Carmine e agli altri. Poi scelgo in base a quello, senza contare l’età. Guardo solo gli allenamenti e in base a quello decido”.
“Zaccagni lo seguivo da tempo. Mi ha impressionato facendo partite stupende quando era ancora al Venezia. Ha avuto una buona crescita e sono curioso di vederlo dal vivo”.
“Dawidowicz e Di Carmine devono dimostrare il loro valore. Hanno una base buona e hanno fatto molto bene ai Play Off. Sono ottimista ma vedremo”.

– ALLENAMENTO
“Farò i doppi allenamenti solo durante il ritiro. Chiedo molto ai giocatori e alla squadra, ma se fanno un allenamento come si deve penso che basti e avanzi”.
“Per me non è un problema l’allenamento a porte aperte. Io preferisco a porte aperte perché la gente venga e possa vedere quello che succede”.
“A porte chiuse saranno quando ci alleneremo sui calci piazzati e cose che altre squadre non dovrebbero vedere”.

Jacopo Pellegrini