Prima settimana intensa al Giro d’Italia. Complici anche il persistente maltempo e diverse cadute la corsa è stata più dura del previsto.
Come è andata? Qui di seguito le nostre personali pagelle:
PRIMOZ ROGLIC voto 10: ha vinto le 2 crono che hanno aperto e chiuso la settimana, è stato in rosa, ha dato distacchi importanti a quasi tutti. Nelle frazioni contro il tempo è il numero uno indiscusso, ma lo sloveno pedala forte anche in salita. Sempre attento, sempre in controllo, è anche fortunato quando una caduta in testa nella tappa di Frascati – in cui si fa male il “big” Tom Dumoulin, ritiratosi il giorno dopo – lo lascia davanti e gli permette aggiungere secondi preziosi al vantaggio sui suoi avversari. Inarrestabile (finora).
VINCENZO NIBALI voto 9: al momento è lui il pericolo N.1 per l’alieno Roglic. Il 34enne messinese con calma ed esperienza ha contenuto i danni a cronometro e corso sempre coperto e attento, protetto dalla sua squadra. Siamo certi che quando la corsa si farà dura lo “Squalo” non si farà trovare impreparato. Nelle interviste ha ripetuto spesso che per vincere le grandi corse a tappe ci vuole pazienza. Se lo dice lui che ha vinto Giro (2 volte), Tour e Vuelta c’è da scommetterci.
PASCAL ACKERMANN voto 8: il 25enne della Bora Hansgrohe, compagno di squadra di Formolo, porta la maglia ciclamino del leader della classifica a punti. Il tedesco dal sorriso contagioso (che è anche campione nazionale di Germania) ha già vinto 2 volte in volata e quello del 2019 è il suo primo Giro. Il bottino può crescere ancora, Viviani ed Ewan permettendo ovviamente.
DAVIDE FORMOLO voto 7: quando sul traguardo della Riccione-San Marino ha preceduto di pochissimo Primoz Roglic (che era però partito 3 minuti dopo di lui), il veronese deve aver giudicato pessima la sua prestazione, mentre invece ad aver fatto una prova mostruosa era il suo inseguitore. Invece tra i big di classifica il corridore della Bora-Hansgrohe è quello che in questa settimana ha tenuto meglio dopo Nibali. Ed adesso stanno per arrivare le amate montagne.
ELIA VIVIANI voto 6: è una sufficienza d’incoraggiamento quella per il campione d’Italia, in un Giro che certamente lui per primo immaginava diverso. Il “Profeta” c’è, si è piazzato in tutte le volate ma non ha trovato mai lo spunto per arrivare davanti. L’unica volta in cui lo ha fatto ad Orbetello è stato declassato dalla giuria per una irregolarità. Irraggiungibile l’obiettivo della ciclamino, prima delle salite ci sono ancora però due occasioni in cui può fare il colpaccio, tanto più che ora la concorrenza è ridotta dopo il ritiro dell’amico-rivale Gaviria.
SIMON YATES voto 5: dopo i fuochi d’artificio fatti vedere al giro 2018 (dove ha vinto tappe e in alcuni momenti è stato vicino a conquistare la generale) da lui ci si aspettava molto di più. Invece è crollato nell’ultima cronometro anche se il tracciato poteva essere adatto ad uno come lui. Il ritardo dal favorito Roglic è già di 3′ e 46″ , per il britannico è ora d’obbligo passare all’attacco.
MIGUEL ANGEL LOPEZ voto 4: lo scalatore colombiano finora ha deluso. Non ha mai trasmesso grandi sensazioni e nell’ultima frazione contro il tempo è stato addirittura disastroso, complice anche una foratura. Sembra quasi fuori dai giochi e vale per lui quello che vale per Yates, per rifarsi ora bisogna attaccare. Fa parte di una squadra molto forte, l’Astana, che può essere un valido aiuto
Menzione speciale finale ed un bel 10 e lode per VALERIO CONTI, che ha conquistato la vetta della generale con la fuga-bidone arrivata a San Giovanni Rotondo. Figlio e nipote d’arte (il nonno è stato gregario di Coppi ed il papà ha corso a cavallo tra gli anni ’70 e ’80), è il primo italiano a vestire la maglia rosa dopo il Nibali del 2016 e questo ha riacceso i cuori di molti tifosi. Nelle numerose interviste concesse ha mostrato grande umiltà, simpatia e soprattutto amore per una maglia che per lui è un sogno realizzato. Anche se negli ultimi chilometri a San Marino è stato colpito da un vero e proprio nubifragio, ha lottato col coltello tra i denti riuscendo a difendere il primato. Per questo si godrà la testa della classifica probabilmente ancora per qualche tappa. Ha speranze di vincere il Giro? Realisticamente no, non l’edizione del 2019… ma il romano ha tutto per poterci provare in futuro.
Fabrizio Sambugar